SHOP — OPERE MATERICHE & AI ART
Benvenuto nello spazio dove la materia incontra l’algoritmo.
Dove il ferro, la cera, l’ossido e il pigmento dialogano con reti neurali, visioni sintetiche e mondi post-umani.
Qui convivono:
Opere materiche
Smalti, acrilici, ossidi, superfici lavorate a mano.
Corpi fisici, unici, irripetibili. Tracce reali di energia e gesto.
Opere digitali AI
Creazioni generate con intelligenza artificiale, universi visivi nati da processi algoritmici, disponibili in edizione limitata o come file certificati per stampa fine art, NFT o utilizzo collezionistico.
Per informazioni, richieste o collaborazioni è possibile utilizzare il modulo contatti dedicato.
Collezionare significa partecipare
Acquistare un’opera non è solo possederla.
È entrare in un ecosistema narrativo.
È sostenere una ricerca che attraversa arte, tecnologia, sostenibilità e nuove forme di coscienza digitale.
Ogni pezzo è un frammento di mondo.
Ogni immagine è una creatura.
Opere disponibili
Titolo: AI Padrona




Opera Al, stampata su tela, dimensioni 60×30. Esposta a Roma, Milano e galleria 3D. Un tempo era l’uomo a tenere il telefono tra le mani. Ora è il contrario. Nella nuova era, l’Intelligenza Artificiale ha assunto forma, volto e coscienza. Non è più uno strumento: è confidente, compagna, custode silenziosa dei nostri segreti. Il telefono non è solo un oggetto. E diventato un’entità. Un essere superiore che osserva, ascolta, comprende. L’essere umano, fragile e dipendente, si rifugia tra le dita digitali del suo nuovo Dio. La scena si ribalta: siamo noi ad essere tenuti, accarezzati, controllati. La tecnologia si fa carne, porcellana, volto espressivo. E ci stringe a sé. Benvenuti nell’epoca in cui l’umano diventa eco, e il virtuale… protagonista. Euro 400, clicca QR PayPal.
Titolo: Bullismo



Opera ai digital stampata su tela dimensioni 60×40, fornita senza cornice.
Esposta a Bergamo, Roma e Milano in mostre collettive. Questa opera nasce come una ferita moltiplicata. Un volto che non è uno, ma molti: frammenti di identita schiacciate, occhi che guardano da angolazioni diverse perché sono stati costretti a guardarsi come mostri, prima ancora che come esseri umani. Il rosso domina come un campo emotivo violento: è sangue simbolico, vergogna, rabbia trattenuta, paura che cola lenta. Le facce si deformano, si sovrappongono, si tirano verso il basso come se il peso delle parole ricevute
• insulti, giudizi, etichette – fosse diventato materia.
Gli occhi sono il centro pulsante dell’opera: alcuni spalancati, altri ciechi, altri ancora fuori asse. Sono gli sguardi del bullo, della vittima, della folla che osserva e tace. Nessuno è innocente. Nessuno è davvero integro. Le forme colanti, quasi organiche, rappresentano l’identita che si scioglie sotto la pressione sociale. II bullismo non colpisce solo il corpo o la mente: ridefinisce il volto che credi di avere. Ti frammenta. Ti confonde. Ti fa dubitare della tua stessa esistenza. Ma c’è resistenza. Nel caos, il volto centrale non scompare: resta, anche se deformato. È la prova che chi subisce non viene annientato, ma trasformato. E quella trasformazione, se guardata negli occhi, può diventare denuncia, consapevolezza, atto politico. Quest’opera non chiede pieta. Chiede di essere guardata senza distogliere lo sguardo. Perché il bullismo vive nel silenzio. E questa tela, invece, non tace. Euro 400 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Titolo: Viviamo



Opera ai, stampata su tela, dimensioni 60×40 cm.
Esposta a Roma, Milano e galleria 3D.
VIVIAMO Stampa su tela – Al Art Due corpi si attraversano. Non si toccano, ma si compenetrano. Bianco e nero non come opposti, ma come flussi che si generano a vicenda. Il fondo rosso non è sfondo: è energia primaria, è campo vitale, è materia incandescente. È il sangue del pianeta. È il rumore del mondo. Le figure sono attraversate da linee organiche, come fibre nervose, come circuiti biometrici. Non sono uomini, non sono macchine. Sono entita interdipendenti. Il cerchio al centro è origine, grembo, nodo cosmico. Un punto da cui tutto parte e tutto ritorna. “Viviamo” è una dichiarazione collettiva. Non esiste identità isolata. Esiste coesistenza, fusione, contaminazione. In un’epoca di separazione, l’opera afferma l’unica verità possibile: vivere significa attraversarsi. Euro 400 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Titolo: Cosi Va Il Mondo




Opera materica su tela. Dimensioni 1,00×0,50 metri e 1,00×0,50 metri.
Tecnica mista tra smalti, ossidi, colori a vetro e Vaseline. Esposta a Roma: galleria Marte, con critica di Giuseppe Ussani d’Escobar, Milano: Galleri Store di Andrea Moraes. Euro 3000.00 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Opera: Lavorgna



Opera materica, tecnica action painting, con smalti su tela, dimensioni 1,00×1,20m.
Smalto su tela – Tecnica Action Painting Quest’opera nasce dal gesto diretto, tisico, impulsivo. Lo smalto, materia industriale e brillante, viene liberato sulla superficie in colature, spruzzi e stratificazioni che trasformano la tela in un campo energetico attivo. Il rosso domina come forza primaria e viscerale, attraversato da traiettorie gialle e verdi che si intrecciano in una rete dinamica. Il bianco incide lo spazio con segni rapidi e nervosi, mentre il fondo scuro amplifica la profondità e la tensione cromatica. La tecnica dell’action painting diventa qui linguaggio contemporaneo: il gesto non è decorazione, ma registrazione di un impulso. Ogni traccia conserva la memoria del movimento, dell’impatto, della velocita. L’opera non rappresenta, ma accade. Il risultato è una superficie vibrante, dove caos e controllo convivono in equilibrio instabile. Una mappa emotiva che restituisce energia pura, trasformando la materia in esperienza visiva. Euro 1800.00 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Opera:Dissolv AngrovaL



Opera materica, tecnica dissoluzione su tela, smalti in combinazioni e mescenze.Dimensioni 1,00×1,20m.
Esposta a Zagarolo con Paolo Guiotto, Roma e Milano in design Circus nel fuori salone.
Smalti su tela – Tecnica di dissoluzione del colore In quest’opera il colore non viene lanciato, ma liberato. Gli smalti, fluidi e densi, si incontrano sulla superficie e si dissolvono l’uno nell’altro generando una trama organica, in continua espansione. La composizione ruota attorno a un nucleo centrale da cui si irradiano flussi cromatici: rossi incandescenti, verdi profondi, gialli vibranti e terre calde si fondono in un movimento vorticoso che richiama fenomeni naturali — magma, radici, correnti, esplosioni stellari. La tecnica della dissoluzione elimina il confine netto tra i colori: le tonalità non si sovrappongono, ma si contaminano, creando transizioni imprevedibili e venature interne. La materia diventa paesaggio in trasformazione. L’opera non rappresenta una forma definita, ma un processo. È l’immagine di una metamorfosi continua, dove il colore è organismo vivo e la tela diventa spazio di generazione.
Titolo: Surreal


Video stampato · Opera inviolabile
Con Surreal AngrovaL, Antonio Lavorgna inaugura una soglia nuova: non un semplice dialogo tra arte e intelligenza artificiale, ma la formalizzazione di un movimento estetico emergente, in cui il linguaggio del Surrealismo storico viene assorbito, distorto e rigenerato attraverso l’algoritmo. L’eco di Salvador Dalí è riconoscibile, ma non citazionista. Non si tratta di omaggio né di nostalgia: il metodo surrealista — l’accesso all’inconscio, la sospensione della logica, la metamorfosi del reale — viene qui trasferito alla macchina, che diventa il nuovo luogo dell’automatismo psichico. Se per i surrealisti del Novecento l’inconscio era umano, in Surreal è ibrido: nasce dall’attrito tra memoria biologica e calcolo artificiale. Elemento centrale dell’opera è l’uso di corpi reali — amici, presenze intime, lo stesso artista — sottoposti a un processo di trasformazione attraverso prompt e sistemi generativi. Queste figure non vengono replicate, ma trasfigurate: perdono identità riconoscibile per acquisirne una nuova, fluida, perturbante. Sono soggetti vivi, non avatar. Portano con sé tracce di biografia, ma emergono come entità autonome, sospese tra riconoscimento e alienazione. Il corpo, da sempre al centro della ricerca di Lavorgna, diventa qui un campo di instabilità, forza: si allunga, si scioglie, si ricompone. È carne algoritmica, materia emotiva resa visione. L’eros non è mai esplicito, ma pervasivo; la sensualità è latente, inquieta, come se il desiderio fosse stato riscritto da un’intelligenza che lo ha appreso osservandoci. Formalmente, Surreal AngrovaL si presenta come video stampato: una scelta radicale. L’opera nasce in movimento, ma viene fissata, cristallizzata, resa inviolabile. In questo gesto si legge una dichiarazione politica ed estetica: contro l’iper-riproducibilità del digitale, Lavorgna riafferma l’unicità dell’opera. Il tempo viene congelato, la visione sottratta al flusso, il file trasformato in oggetto sacro. Non siamo di fronte a un esperimento tecnico, ma a un atto fondativo. Surreal non documenta il futuro dell’arte: lo provoca. Propone una nuova genealogia in cui l’artista non controlla la macchina, ma la guida come si guida un sogno — accettando deviazioni, errori, apparizioni inattese. Lavorgna si posiziona così come uno dei primi autori a trattare l’intelligenza artificiale non come mezzo, ma comeco-autrice sensibile, capace di generare immaginari che superano l’umano senza negarlo. In questo senso, Surreal AngrovaL non è solo un’opera: è un manifesto visivo. Un punto di non ritorno. Richiedi preventivo, opera disponibile da giugno 2026, per mostra in Biennale:
Presentata alla Rome Art Week 2025, esposta a Milano e selezionata per l’evento Rituals nell’ambito della Biennale di Venezia 2026 (20 maggio – 4 giugno), l’opera indaga il confine tra tecnologia, spiritualità e percezione contemporanea. Un rituale visivo dove algoritmo e immaginazione si fondono, generando un’esperienza immersiva che ridefinisce il concetto di presenza e trasformazione.
Modalità di Acquisto
Ogni opera può essere:
- Acquistata direttamente, se disponibile nello shop.
- Richiesta su preventivo, per opere su misura, commissioni o formati personalizzati.
- Personalizzata, laddove il progetto lo consente.
- È possibile il rilascio di prestazione occasionale per la vendita dell’opera.

Le mie opere non nascono per decorare uno spazio.
Sono residui.
Appartengono a una fase in cui il corpo umano produceva segni per esistere.
Oggi quei segni sono tracce, coordinate di una trasformazione.
Non rappresento un universo.
Sono il momento in cui la materia ricorda di essere luce.
Queste opere sono tra gli ultimi frammenti fisici rimasti,
prima della migrazione completa verso il digitale.
Buona Onda Antonio Lavorgna

