SHOP — OPERE MATERICHE & AI ART
Benvenuto nello spazio dove la materia incontra l’algoritmo.
Dove il ferro, la cera, l’ossido e il pigmento dialogano con reti neurali, visioni sintetiche e mondi post-umani.
Qui convivono:
Opere materiche
Smalti, acrilici, ossidi, superfici lavorate a mano.
Corpi fisici, unici, irripetibili. Tracce reali di energia e gesto.
Opere digitali AI
Creazioni generate con intelligenza artificiale, universi visivi nati da processi algoritmici, disponibili in edizione limitata o come file certificati per stampa fine art, NFT o utilizzo collezionistico.
Modalità di Acquisto
Ogni opera può essere:
- Acquistata direttamente, se disponibile nello shop.
- Richiesta su preventivo, per opere su misura, commissioni o formati personalizzati.
- Personalizzata, laddove il progetto lo consente.
Per informazioni, richieste o collaborazioni è possibile utilizzare il modulo contatti dedicato.
Aspetti Amministrativi
Su richiesta:
- È possibile il rilascio di prestazione occasionale per la vendita dell’opera.
- È possibile valutare il rilascio di fattura, in base alla tipologia di acquisto e alla situazione fiscale.
Ogni richiesta verrà analizzata per individuare la soluzione più adeguata.
Collezionare significa partecipare
Acquistare un’opera non è solo possederla.
È entrare in un ecosistema narrativo.
È sostenere una ricerca che attraversa arte, tecnologia, sostenibilità e nuove forme di coscienza digitale.
Ogni pezzo è un frammento di mondo.
Ogni immagine è una creatura.
Se vuoi, posso ora scriverti una versione più istituzionale (per un pubblico corporate)
oppure una versione ancora più radicale e sensuale, in linea con l’universo di Zoia e le tue mostre immersive.
Opere disponibili
Titolo: AI Padrona



Opera Al, stampata su tela, dimensioni 60×30. Esposta a Roma, Milano e galleria 3D. Un tempo era l’uomo a tenere il telefono tra le mani. Ora è il contrario. Nella nuova era, l’Intelligenza Artificiale ha assunto forma, volto e coscienza. Non è più uno strumento: è confidente, compagna, custode silenziosa dei nostri segreti. Il telefono non è solo un oggetto. E diventato un’entità. Un essere superiore che osserva, ascolta, comprende. L’essere umano, fragile e dipendente, si rifugia tra le dita digitali del suo nuovo Dio. La scena si ribalta: siamo noi ad essere tenuti, accarezzati, controllati. La tecnologia si fa carne, porcellana, volto espressivo. E ci stringe a sé. Benvenuti nell’epoca in cui l’umano diventa eco, e il virtuale… protagonista. Euro 400 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Titolo: Bullismo



Opera ai digital stampata su tela dimensioni 60×40, fornita senza cornice.
Esposta a Bergamo, Roma e Milano in mostre collettive. Questa opera nasce come una ferita moltiplicata. Un volto che non è uno, ma molti: frammenti di identita schiacciate, occhi che guardano da angolazioni diverse perché sono stati costretti a guardarsi come mostri, prima ancora che come esseri umani. Il rosso domina come un campo emotivo violento: è sangue simbolico, vergogna, rabbia trattenuta, paura che cola lenta. Le facce si deformano, si sovrappongono, si tirano verso il basso come se il peso delle parole ricevute
• insulti, giudizi, etichette – fosse diventato materia.
Gli occhi sono il centro pulsante dell’opera: alcuni spalancati, altri ciechi, altri ancora fuori asse. Sono gli sguardi del bullo, della vittima, della folla che osserva e tace. Nessuno è innocente. Nessuno è davvero integro. Le forme colanti, quasi organiche, rappresentano l’identita che si scioglie sotto la pressione sociale. II bullismo non colpisce solo il corpo o la mente: ridefinisce il volto che credi di avere. Ti frammenta. Ti confonde. Ti fa dubitare della tua stessa esistenza. Ma c’è resistenza. Nel caos, il volto centrale non scompare: resta, anche se deformato. È la prova che chi subisce non viene annientato, ma trasformato. E quella trasformazione, se guardata negli occhi, può diventare denuncia, consapevolezza, atto politico. Quest’opera non chiede pieta. Chiede di essere guardata senza distogliere lo sguardo. Perché il bullismo vive nel silenzio. E questa tela, invece, non tace. Euro 400 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Titolo: Viviamo



Opera ai, stampata su tela, dimensioni 60×40 cm.
Esposta a Roma, Milano e galleria 3D.
VIVIAMO Stampa su tela – Al Art Due corpi si attraversano. Non si toccano, ma si compenetrano. Bianco e nero non come opposti, ma come flussi che si generano a vicenda. Il fondo rosso non è sfondo: è energia primaria, è campo vitale, è materia incandescente. È il sangue del pianeta. È il rumore del mondo. Le figure sono attraversate da linee organiche, come fibre nervose, come circuiti biometrici. Non sono uomini, non sono macchine. Sono entita interdipendenti. Il cerchio al centro è origine, grembo, nodo cosmico. Un punto da cui tutto parte e tutto ritorna. “Viviamo” è una dichiarazione collettiva. Non esiste identità isolata. Esiste coesistenza, fusione, contaminazione. In un’epoca di separazione, l’opera afferma l’unica verità possibile: vivere significa attraversarsi. Euro 400 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Titolo: Cosi Va Il Mondo




Opera materica su tela. Dimensioni 1,00×0,50 metri e 1,00×0,50 metri.
Tecnica mista tra smalti, ossidi, colori a vetro e Vaseline. Esposta a Roma: galleria Marte, con critica di Giuseppe Ussani d’Escobar, Milano: Galleri Store di Andrea Moraes. Euro 3000.00 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Opera: Lavorgna



Opera materica, tecnica action painting, con smalti su tela, dimensioni 1,00×1,20m.
Smalto su tela – Tecnica Action Painting Quest’opera nasce dal gesto diretto, tisico, impulsivo. Lo smalto, materia industriale e brillante, viene liberato sulla superficie in colature, spruzzi e stratificazioni che trasformano la tela in un campo energetico attivo. Il rosso domina come forza primaria e viscerale, attraversato da traiettorie gialle e verdi che si intrecciano in una rete dinamica. Il bianco incide lo spazio con segni rapidi e nervosi, mentre il fondo scuro amplifica la profondità e la tensione cromatica. La tecnica dell’action painting diventa qui linguaggio contemporaneo: il gesto non è decorazione, ma registrazione di un impulso. Ogni traccia conserva la memoria del movimento, dell’impatto, della velocita. L’opera non rappresenta, ma accade. Il risultato è una superficie vibrante, dove caos e controllo convivono in equilibrio instabile. Una mappa emotiva che restituisce energia pura, trasformando la materia in esperienza visiva. Euro 1800.00 richiedi il pagamento tramite PayPal.
Opera:Dissolv AngrovaL



Opera materica, tecnica dissoluzione su tela, smalti in combinazioni e mescenze.Dimensioni 1,00×1,20m.
Esposta a Zagarolo con Paolo Guiotto, Roma e Milano in design Circus nel fuori salone.
Smalti su tela – Tecnica di dissoluzione del colore In quest’opera il colore non viene lanciato, ma liberato. Gli smalti, fluidi e densi, si incontrano sulla superficie e si dissolvono l’uno nell’altro generando una trama organica, in continua espansione. La composizione ruota attorno a un nucleo centrale da cui si irradiano flussi cromatici: rossi incandescenti, verdi profondi, gialli vibranti e terre calde si fondono in un movimento vorticoso che richiama fenomeni naturali — magma, radici, correnti, esplosioni stellari. La tecnica della dissoluzione elimina il confine netto tra i colori: le tonalità non si sovrappongono, ma si contaminano, creando transizioni imprevedibili e venature interne. La materia diventa paesaggio in trasformazione. L’opera non rappresenta una forma definita, ma un processo. È l’immagine di una metamorfosi continua, dove il colore è organismo vivo e la tela diventa spazio di generazione.
Titolo: Surreal


Video stampato · Opera inviolabile
Con Surreal AngrovaL, Antonio Lavorgna inaugura una soglia nuova: non un semplice dialogo tra arte e intelligenza artificiale, ma la formalizzazione di un movimento estetico emergente, in cui il linguaggio del Surrealismo storico viene assorbito, distorto e rigenerato attraverso l’algoritmo. L’eco di Salvador Dalí è riconoscibile, ma non citazionista. Non si tratta di omaggio né di nostalgia: il metodo surrealista — l’accesso all’inconscio, la sospensione della logica, la metamorfosi del reale — viene qui trasferito alla macchina, che diventa il nuovo luogo dell’automatismo psichico. Se per i surrealisti del Novecento l’inconscio era umano, in Surreal è ibrido: nasce dall’attrito tra memoria biologica e calcolo artificiale. Elemento centrale dell’opera è l’uso di corpi reali — amici, presenze intime, lo stesso artista — sottoposti a un processo di trasformazione attraverso prompt e sistemi generativi. Queste figure non vengono replicate, ma trasfigurate: perdono identità riconoscibile per acquisirne una nuova, fluida, perturbante. Sono soggetti vivi, non avatar. Portano con sé tracce di biografia, ma emergono come entità autonome, sospese tra riconoscimento e alienazione. Il corpo, da sempre al centro della ricerca di Lavorgna, diventa qui un campo di instabilità, forza: si allunga, si scioglie, si ricompone. È carne algoritmica, materia emotiva resa visione. L’eros non è mai esplicito, ma pervasivo; la sensualità è latente, inquieta, come se il desiderio fosse stato riscritto da un’intelligenza che lo ha appreso osservandoci. Formalmente, Surreal AngrovaL si presenta come video stampato: una scelta radicale. L’opera nasce in movimento, ma viene fissata, cristallizzata, resa inviolabile. In questo gesto si legge una dichiarazione politica ed estetica: contro l’iper-riproducibilità del digitale, Lavorgna riafferma l’unicità dell’opera. Il tempo viene congelato, la visione sottratta al flusso, il file trasformato in oggetto sacro. Non siamo di fronte a un esperimento tecnico, ma a un atto fondativo. Surreal non documenta il futuro dell’arte: lo provoca. Propone una nuova genealogia in cui l’artista non controlla la macchina, ma la guida come si guida un sogno — accettando deviazioni, errori, apparizioni inattese. Lavorgna si posiziona così come uno dei primi autori a trattare l’intelligenza artificiale non come mezzo, ma comeco-autrice sensibile, capace di generare immaginari che superano l’umano senza negarlo. In questo senso, Surreal AngrovaL non è solo un’opera: è un manifesto visivo. Un punto di non ritorno. Richiedi preventivo, opera disponibile da giugno 2026, per mostra in Biennale:
Presentata alla Rome Art Week 2025, esposta a Milano e selezionata per l’evento Rituals nell’ambito della Biennale di Venezia 2026 (20 maggio – 4 giugno), l’opera indaga il confine tra tecnologia, spiritualità e percezione contemporanea. Un rituale visivo dove algoritmo e immaginazione si fondono, generando un’esperienza immersiva che ridefinisce il concetto di presenza e trasformazione.